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TERRITORIO
Inserito il 17.12.2010
Torre medievale e colle Molvesio
Frazione Galliano - epoca: XII secolo
La torre di Galliano costituisce il più evidente e (insieme al Casino delle Fate) il più antico ed importante elemento medioevale del territorio eupiliese. Parte del complesso di strutture fortificate posto a protezione della via del Segrino, permane con la sua tozza imponenza nel profilo paesaggistico anche attuale (cosa non più possibile per il Castello di Corneno) ma ha lasciato poche tracce nelle rimanenze documentali di importanza più ampia del locale.
La funzione divensivo-militare di quello che si può davvero opportunamente definire “passaggio a nord-ovest” (la via di accesso al Lago di Como e all’area del triangolo lariano parallela alla valle del Lambro) è evidente e può essere suggerita anche dal suo posizionamento. La torre non è infatti posta sulla sommità del colle Molvesio che la ospita, ma è costruita in modo da visualizzare direttamente e facilmente la casa-forte che ancora oggi si può notare all’estremo nord del Lago Segrino. Parallelamente, risulta nel contempo abbastanza evidente il, contatto visivo diretto con gli altri punti di controllo del già citato passaggio del lago: Inarca sulle balze del monte Scioscia (il cui nome deriva direttamente dal latino “in arcem”), l’attuale Casino delle Streghe (sito dell’antico castello di Corneno) e il dosso del Cornizzolo controllato dalla cascina Pozzolone. A corroborare quanto appena detto viene la mappa di Galliano redatta per il Cardinal Federigo Borromeo dal suo pittore Aragonius ad inizio del Seicento: quella del Molvesio è definita “torre inabitata” mentre per la vicina Inarca si usa invece il termine di “vestigia del castello”.  La natura prettamente militare e non di residenza signorile si evince inoltre dalla presenza in Galliano dell’altro castello (abitato dai patroni locali Carpani) e da tutta la documentazione in nostro possesso dal Quattrocento in poi che che si riferisce al luogo con termini militari: si parla sempre di castrum (cioè di fortificazione) o di torre, mai di palazzo.
L’orientamento dell’edificio è quasi esattamente est-ovest con le 3 finestre di guardia e i gradoni che ne costituivano rozza merlatura più aperti verso meridione, come il controllo del territorio circostante richiedeva. Fin qui i dati certi dai quali è possibile estrapolare, come per tutte le altre fortificazioni antiche della Brianza del nord poste vicino a percorsi viari di origine anche romana, un’ipotesi di fondazione anche precedente al periodo medioevale. Toponimi ed insediamenti sparsi anche attorno ad Eupilio, così come le ricostruzioni dei reticoli viari antichi, ci portano a confidare nella fondatezza di questa idea che comunque necessita sicuramente di ulteriori conferme.
La torre (detta da allora comunemente “della Ghita”) è stata oggetto anche di romanzo storico ottocentesco di Giacomo Biffi in cui l’autore, esponente di una famiglia molto importante per Galliano, ambienta il rapimento e le peripezie di una bella fanciulla del Cinquecento caduta sotto l’occhio invaghito e persecutore di un nobile spagnolo. Il romanzo ha come titolo “La Ghita del Carrobio” e vede Margherita Sebregondi fuggire da Milano per approdare proprio nelle nostre zone e vedere come sfondo delle proprie peripezie la massiccia fortificazione di Galliano.
Il Molvesio non è però non limita la propria importanza solo la torre ed alla sua rilevanza militare, ma nel corso dei secoli ha avuto sempre un ruolo utile e funzionale alla religiosità espressa sempre dalle popolazioni di queste terre. Lo testimonia la presenza sulle sue balze della chiesa di San Vincenzo, la cui fondazione proprio in questo punto non deve essere trascurata: la vicinanza con l’elemento di stanza militare è stato probabilmente uno degli elementi più importanti per la nascita autonoma e la successiva indipendenza (supportata poi nei secoli dai vari patronati) di questo luogo di culto. Una religiosità che si è sviluppata anche per il suo aspetto di culto dei morti con il cimitero e prima ancora con l’area del Lazzaretto in seguito arricchita dal percorso devozionale della Via Crucis.
A donare fascino di essenza spirituale a questa collina deve aver certamente contribuito la conformazione ad altura proprio in un punto in cui l’acqua è cosi ben evidente (incastonata fra i monti) vicino ad una forte presenza boschiva. Tutti elementi che sono centrali ad esempio nella religiosità di origine celtica (Milano pare proprio fondata su un area di bosco sacro posta in mezzo a numerosi percorsi idrici) e che hanno cumunque sempre esercitato azione di fascino in tutte le epoche dell’umanità. Per cui non stupiscono le notizie documentarie che collocano proprio in uno dei castelli di Galliano (forse quello signorile dei Carpani anche se ipoteticamente si potrebbe trattare pure della torre del Molvesio) un masso avello, manufatto interpretato ormai con buona confidenza come vasca sacra per riti pre-cristiani.
La parola fine sulla valenza sacra del colle la mette però inequivocabilmente il ritrovamento nel versante che digrada verso Longone (e quindi verso l’antico tracciato di strada romana) di una piccola necropoli e di un ara dedicata al dio Ercole.
 
Fortificazione posta a protezione delle vie del Segrino

Natura prettamente militare della costruzione
 
Il colle Molvesio come fulcro tra gli abitati e riferimento religioso
 
mappa antica colle
 
Percorso VERDE - lo spazio della vita 
 
La struttura articolata in varie frazioni dei territori che ora costituiscono Eupilio ha avuto come risultato il moltiplicarsi dei luoghi di importanza sociale e storica nel paese. Dagli antichi castelli e fortificazioni alle ville signorili più recenti, passando per gli elementi naturali che costellano il territorio, possiamo davvero percorrere secoli e modi di vita attraversando Eupilio con pochi passi.
Il percoso qui illustrato è pensato per recuperare nella maniera più completa possibile la memoria dei fatti e delle dinamiche che hanno modellato l’attuale struttura urbanistica del aese, con la sua spiccata vocazione multicentrica.
A corollario dei punti segnaletici dedicati ad elementi particolari si trovano inoltre pannelli che riassumono la storia e le particolarità di ciascuna singola frazione.