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TERRITORIO
Inserito il 20.08.2011
Chiesa di San Vincenzo
Frazione Galliano - epoca: dal XIII secolo

La costruzione si addossa al colle Molvesio, dalla cui sommità domina il circondario la torre medievale, mantenendo ai suoi piedi il vecchio nucleo abitativo almeno dal 1200, come testimoniato nel “Liber Notitiae Sanctorum Mediolanensis” di Goffredo da Bussero.
L‘indipendenza ed autonomia di San Vincenzo è da allora stata sempre riconosciuta e ancor di più confermata con l’erezione di una parrocchia autonoma quando, a cavallo dei secoli XV e XVI, la situazione ecclesiastica portò alla fondazione di queste nuove entità pastorali. Eppure a pochissima distanza vi è un’altra Parrocchia, quella di Corneno, di grande importanza nella Pieve e talmente estesa da comprendere, inizialmente, anche le comunità di Longone e di Pusiano, ma non la vicina Galliano. Il motivo di questo status è ancora da comprendere ma probabilmente deriva dal collegamento stretto con le separate strutture militari delle due località, che hanno poi dato vita a luoghi di culto autonomi.
Nella storia e nell’evoluzione di questa chiesa grande importanza ha la presenza patronale della famiglia Carpani: tale nobile famiglia (abitatrice almeno dal Quattrocento del “Castello” di Galliano) intervenne ripetutamente nella vita di questa comunità: per le nomine dei curati, per le sistemazioni dell’edificio, per ogni vertenza possibile, i Carpani (molte volte affiancati dagli altrettanto nobili Giudici di Longone) mettevano in gioco la loro importanza, il loro peso politico ed anche la loro generosità. Traccia di questa presenza si ritrova anche nell’iscrizione posta nei pressi del battistero ligneo nel lato destro della navata: a livello del terreno è infatti facilmente visibile la scritta “Augustinus de Carpanis sibi suisque posuit”.
L’attuale sistemazione della chiesa non rende merito a queste tracce documentali di antichità di fondazione della stessa per cui occorre basarsi su ipotesi. Al momento la più plausibile prevede che le due chiese più amministrativamente importanti di Eupilio (che rimangono sedi di Parrocchia anche ai nostri giorni) siano nate non tanto come servizio a delle comunità quanto come dipendenze di rilevanti installazioni militari. Se ciò fosse comprovato, si potrebbero facilmente spiegare alcune questioni altrimenti oscure: l’estrema vicinanza eppure l’antica indipendenza di Corneno e Galliano, la prossimità di entrambe le costruzioni sacre a due luoghi difensivi e di guardia essenziali nella struttura militare dell’alta Brianza, il patronato esercitato per secoli dai nobili di alto rango locali, la penuria in cui saltuariamente versava la Parrocchia di Galliano quando queste famiglie dimenticavano il loro ruolo.
All’interno dell’edificio sacro, le tracce di fondazione antica sono state cancellate da una serie di restauri e rifacimenti quasi integrali che la chiesa ha vissuto nel corso dei secoli. In passato per salvaguardare l’integrità e la sicurezza dell’edificio  si puntava ad un miglioramento pratico della fruibilità e funzionalità del luogo più che alla salvaguardia e recupero di antiche vestigia o di aspetti artistici.
Lo sguardo che possiamo gettare oggi non ci permette quindi di andare molto all’indietro nel tempo, ma solamente di vedere il risultato di importanti lavori di manutenzione e di ristrutturazione. Il primo e più corposo ebbe luogo nel 1646 con l’innalzamento del tetto e lo spostamento del battistero; la volta del tetto fu poi ancora rifatta nel 1861 per il rischio di un crollo imminente. Nel 1837, grazie all’intervento di alcuni benefattori, venne collocato l’altare di marmo addossato al ciborio, che venne abbellito con il tempietto a colonne ancora visibile.
Nel 1847 vide la luce il bellissimo organo, pezzo di grande pregio e di ottima sonorità, oggi integralmente restaurato, opera della rinomata bottega organara Guseppe Bernasconi di Varese; il costo complessivo di tale installazione fu di 3200 lire milanesi. Il compimento di questo importante arricchimento della Chiesa di San Vincenzo in Galliano si ebbe sotto il parroco Salvatore Sala (che assunse l’incarico nel 1844) ma fu probabilmente frutto di anni di sforzi e volontà del popolo e dei rettori della Parrocchia, aiutati in modo fondamentale dalla generosità delle famiglie ricche villeggianti a Galliano. Tanto è vero che la struttura lignea della cantoria, che avrebbe poi dovuto ospitare il telaio dell’organo vero e proprio, venne predisposta già negli ultimi anni del parroco Sormani. 
Nell’anno 1871 venne costruito un nuovo altare marmoreo in onore della Madonna, ed ancora oggi è possibile scorgere la lapide che tramanda il munifico intervento della famiglia Giudici a ricordo, tra gli altri, del consanguineo Cesare Giudici, poeta seicentesco; l’importanza di questo altare dedicato alla Vergine Maria è testimoniata dalla sua antichità e dai numerosi legati ad esso riferiti. Passando alle raffigurazioni, l’unica di una certa antichità è la Crocefissione con San Carlo e San Francesco (nella prima cappella al lato dell’altare maggiore) opera del 1639 eseguita a spese del parroco G.B. Torriani, mentre gli altri affreschi furono eseguiti dal pittore Tagliaferri nell’anno 1874.
Nel 1894, essendo parroco il sac. Giuseppe Ronchetti, si procedette all’innalzamento del campanile. Il 1 giugno 1905 sotto il parroco Signorini fu benedetta solennemente la statua del Sacro Cuore di Gesù che è tuttora conservata nella cappella della Crocefissione e quindi a luglio venne inaugurato l’impianto di illuminazione elettrica della chiesa. Il 1 maggio 1906 venne invece inaugurata alla presenza di tutta la popolazione la grotta sul sagrato con statua dedicata alla Beata Vergine di Lourdes.
Altra data importante per la parrocchia di Galliano è il 15 agosto 1906 in cui per la prima volta fu celebrata la festa del paese nel giorno dedicato alla solennità dell’Assunta. In precedenza la celebrazione avveniva nella seconda domenica di Ottobre (Madonna del Rosario) poiché la cappella della “Beata Vergine della Rosa” era stata il centro del patronato di San Vincenzo e sede di molte elezioni di natura ecclesiastica e civile. Lo spostamento della data dei festeggiamenti permane ancora ai giorni nostri in cui, pur se san Vincenzo di Galliano è ancora formalmente parrocchia a sé stante, da qualche decennio risulta funzionalmente inserita nella più ampia comunità di Eupilio.

 

L'INTERNO

L’interno della chiesa di San Vincenzo di Galliano si snoda a navata unica con tre cappelle laterali poste nella parte settentrionale prima dell’altare maggiore. Di queste tre cappelle la più ampia, ornata ed importane è la seconda, quella delle Beata Vergine della Rosa. Qui si svolgevano anticamente le scelte più improtanti della comunità, come ad esempio le scelte dei parroci, e su di essa in particolare insisteva il patronato dei Giudici e dei Carpani. Attualmente la cappella vede al proprio centro un altare che ospita la statua della Madonna portata in processione il giorno della festa patronale del 15 di Agosto. Sul retro di tale altare, zona da cui parte la scala con la quale si può raggiungere il coro con l’organo Bernasconi di metà Ottocento, sono ospitate alcune lapidi che ricordano il Cavalier Cesare Giudici, esponente della famiglia compatrona della chiesa e letterato seicentesco.
La zona dell’altare appare tutta ammodernata dalle sistemazioni avvenute nel corso del XIX secolo, con l’elemento di maggior spicco sicuramente costitutito dal tempietto in stile neoclassico posto sopra il ciborio. Nella cappella ai lati dell’altare maggiore trova posto l’unica tela di una certa antichità, una Crocifissione con San Francesco e San Carlo - tema di per sé classico in Lombardia - eseguita nel 1639 per intervento del Parroco Torriani. Gli altri affreschi (zona dell’altare e parete di destra dell’aula) sono più recenti e si datano dal 1874 al 1878, opera di Luigi Tagliaferri; lo stesso pittore eseguì nello stesso periodo alcuni dipinti in San Giorgio di Corneno.
Nella parete meridionale della chiesa, in zona prossima al Battistero (qui trasferito a metà Seicento dalla sua collocazione originaria situata esattamente di fronte all’attuale), è invece ben visibile la scritta dedicatoria della famiglia Carpani, patrona storica della chiesa di San Vincenzo, posta in rilievo con la sistemazione delle pitture decorative fatta nel Novecento.
Il portale di ingresso è sovrastato dalla struttura di cantoria che ospita l’organo Bernasconi del 1847, recentamente restaurato e portato al suo splendore originale. Di importanza storica ed artistica, lo strumento di Giuseppe Bernasconi, dopo accurate indagini d’archivio e studi rilevati sul materiale ligneo e fonico, risulterebbe essere il primo e più antico strumento realizzato dalla bottega varesina di questo importante maestro organaro.
Tutto il materiale che compone lo strumento, di ottima qualità, è lavorato con estrema maestria e raffinatezza. I legnami utilizzati dal Bernasconi sono la noce nazionale per la realizzazione dei vari somieri (maestri e di basseria) e l’abete per la realizzazione della cassa, la cantoria e le canne di basseria (contrabbassi 16’, bassi armonici 8’, tromboni 8’) e timpani ai pedali. Tutte le canne in lega (stagno e piombo) che compongono la fonica dello strumento sono lavorate con estrema accuratezza. Le anime sono robuste, le lastre lavorate a mano sono di ottima qualità, le saldature ben realizzate.
Tutte le canne riportano la segnatura alla varesina, tipica dei Bernasconi, posta sia sul corpo che sul piede di ogni canna. Gli squarci presenti fino al recente restauto sulla sommità delle canne sono stati saldati, riportando così la canna alla sua originaria fisionomia. Le canne mancanti dei registri di ripieno, tromba soprani, fagotto bassi, violoncello bassi, decimino bassi, flauto in XII soprani, sono state ricostruite, su modello storico, con analoghi materiale e percentuali di piombo e stagno.
 

 

Cappella Santa Maria della Rosa

 

Iscrizione dei patroni Carpani

 

Storico organo Bernasconi

 

san vincenzo stampa antica

 

facciata san vincenzo

 

san vincenzo interno

 

 

PERCORSO BLU - I LUOGHI DELLA FEDE

 

In questo itinerario sono inseriti tutti gli elementi che hanno caratterizzato nel corso dei secoli la dimensione religiosa delle popolazioni delle frazioni di Eupilio: chiese, cappelle, edicole di culto e affreschi devozionali. Piccoli elementi o realizzazioni più artistiche, ma sempre centrali nelle dinamiche degli insediamenti. Inoltre l’aver avuto da sempre due parrocchie distinte (San Giorgio a Corneno e San Vincenzo a Galliano), senza dimenticare che per qualche decennio anche San Lorenzo di Penzano è stata chiesa parrocchiale per Pusiano, ha moltiplicato su tutto il territorio eupiliese le testimonianze di fede lungo i secoli.
Nel corso del periodo medioevale ed anche nei primi secoli dell’era moderna la dimensione religiosa è sempre stata quella preponderante in Italia, riverberandosi sia sulle strutture sociali che anche nella trasformazione dei territori e delle architetture ad essi collegati. A questa cifra generale non si sono sottratti nemmeno i piccoli nuclei abitativi che oggi compongono Eupilio, che pur a partire da dimensioni limitate hanno saputo dare vita a piccoli gioielli di arte e devozione. Anche in epoca contemporanea, caratterizzata da un distacco dalla religiosità tradizionale, la presenza ad Eupilio di numerose famiglie di villeggianti facoltosi ha seminato sul nostro territorio esempi di edifici devozionali di stampo più moderno ma comunque dal notevole interesse.